Le fotografie di Enrico Pasquali ritraggono il sindaco Renzo Imbeni insieme a Giuseppe Raimondi, una delle figure più significative della cultura bolognese del Novecento. Giuseppe Raimondi nasce il 19 luglio 1898 a Bologna, si diploma al Liceo Galvani, e in età giovanile milita nelle organizzazioni anarchiche e socialiste e da autodidatta entra in contatto con l’ambiente letterario cittadino. Nel 1918 promosse e diresse a Bologna la rivista letteraria “La Raccolta”, animato da poeti e scrittori in divisa, desiderosi “di far rinascere la cultura dopo le tragedie della guerra”. La rivista, arricchita da riproduzioni di opere d’arte contemporanea, dedicava una rubrica fissa alle avanguardie europee. Nel 1919 divenne segretario di redazione della rivista romana “La Ronda”, politicamente schierata su posizioni conservatrici e filofasciste. Nel 1926 conosce Leo Longanesi e per due anni collabora al periodico “L’Italiano” da lui fondato. Con lo scrittore romagnolo e il pittore Giorgio Morandi forma un trio di amici affiatati, che fa spesso capo alla fumisteria di Santo Stefano, divenuta nel tempo un recapito artistico-letterario di grande rilievo. Negli ultimi anni del fascismo e, in particolare, durante la guerra si avvicinò al gruppo di Carlo Lodovico Ragghianti e simpatizzò per il PdA. Il 25 aprile 1943 fu arrestato unitamente ad altri uomini di cultura – tra i quali Francesco Arcangeli, Giancarlo Cavalli e Giorgio Morandi – tutti legati al gruppo di Ragghianti. Il 10 ottobre 1978, nella sala dello Stabat Mater, riceve l’ambito premio “Archiginnasio d’oro”, destinato a cittadini benemeriti nel campo della cultura e dell’arte. Muore a Bologna nel 1985.
L’omaggio al poeta: il sindaco Renzo Imbeni incontra Giuseppe Raimondi