In questa immagine degli anni 30, realizzata dallo studio Camera, si ha una veduta dell’area di quello che era stato fino alla fine dell’800 il Foro Boario. Viale Oriani sulla sinistra e l’ingresso di Via Dante sulla destra. Al centro, dietro agli alberi, la Casa di Rieducazione Professionale per Mutilati e Invalidi di Guerra, istituita nel 1916 per iniziativa del Comitato bolognese di assistenza agli invalidi di guerra, attivo dal 1915 sotto la presidenza del senatore Giuseppe Tanari e del professor Vittorio Putti. Ospitata nell’ex convento delle suore del Foro Boario, poi piazza Trento e Trieste, e diretta dall’ingegnere Dino Zucchini, la struttura aveva lo scopo di favorire il recupero dell’autonomia dei reduci attraverso la formazione professionale. Dopo alcuni interventi di ampliamento raggiunse una capienza di 175 posti letto e organizzò corsi di artigianato, dattilografia, telegrafia e altre attività finalizzate al reinserimento lavorativo. Vi erano inizialmente ammessi, per almeno quindici giorni, i mutilati dimessi dall’Istituto Ortopedico Rizzoli; dopo la guerra l’accesso avvenne su richiesta. Pur avendo accolto oltre 2.000 invalidi e rieducato circa 1.200 persone, la Casa cessò l’attività l’11 agosto 1922.
Bologna. La Casa di Rieducazione per i mutilati di guerra