Bologna. Roberto Cevenini, detto "il Ciccio"

Di: Cevenini, Roberto
Fine anni '90

Molto prima di Facebook, il bar Ciccio di via San Mamolo, a ridosso degli anni duemila, aveva inventato il libro delle facce. In certe sere, quelle più vivaci, il barista, cioè Roberto Cevenini detto Ciccio, ti attendeva al bancone e scattava. Voleva fermare quel momento, quel viso, quella allegria. Non sono cose che succedono in tutti i bar, ma solo in quelli che si sentono una comunità. E infatti non sono facce di passanti, astanti o clienti. Sono facce partecipi e complici. E non è il ritratto di una generazione, ma di molte generazioni mescolate tra la loro. Si va dai vent'anni ai settanta, senza distinzioni sociali. E non sono foto rubate, sono foto in qualche modo di cronaca. Se il Ciccio valutava che eri al centro dell'attenzione, ti immortalava. Senza chiedere permesso. Niente a che vedere coi selfie, molto prima della moda dei selfie. "La gente è lo spettacolo più bello del mondo", ha scritto Bukowsky. Un tipo a cui il bar Ciccio sarebbe sicuramente piaciuto.

L'immagine proposta questa settimana è tra le fotografie esposte alla mostra "BOLOGNA FOTOGRAFATA. Persone, luoghi, fotografi", a Bologna nei rinnovati spazi del Sottopasso di Piazza Re Enzo, dal 12 maggio 2023 al 28 gennaio 2024.

Alcuni dati tecnici
Indicazioni di colore:colore
Proprietà:
Collezione Privata
Inventario:GS_2000_CICCIO025

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ALFABETO fotografico

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