Bologna. I sovversivi. Alfredo Pancaldi ammonito

Archivio di Stato di Bologna 1942
«Remo Donini, portalettere di Altedo, per consuetudine lasciava nella bottega di Attilio De Maria, in località I Boschi, tutta la corrispondenza diretta agli abitanti del luogo, i quali poi provvedevano a ritirarla personalmente. Fra la posta di quel giorno, 2 di febbraio del 1942, vi era anche una cartolina; l'aveva scritta la camicia nera Ezio Tosi alla vedova Lippi per esprimerle conforto e ammirazione per l'eroica morte del marito, Aurelio Lippi, caduto sul fronte Albanese. Alle 10 del mattino entrarono in bottega Alfredo Pancaldi ed Ettore Canova, due contadini cinquantenni della zona che, controllando se vi era posta per loro, trovarono e lessero la cartolina del Tosi. "È morto Lippi" disse Canova "L'ha scritto Tosi alla moglie." "Sarebbe stato meglio se anche Tosi, i suoi camerati, i suoi superiori e tutte le camicie nere, compreso il Duce, avessero fatto la stessa fine." Rispose Pancaldi. Non c'era posta per loro e se ne andarono salutando, ma il De Maria, chiusa bottega, andò a raccontare tutto ai Carabinieri.»
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Proprietà:
Archivio di Stato di Bologna
Inventario:ASBO_SOVV_Pancaldi_Alfredo

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