Nel giugno 1977, Marina Abramović e l’artista tedesco Ulay realizzarono la celebre performance Imponderabilia alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, durante la Settimana Internazionale della Performance. I due artisti si posizionarono nudi ai lati di una stretta porta d’ingresso, obbligando i visitatori a passare tra i loro corpi, scegliendo dove rivolgere lo sguardo. Questo gesto costrinse il pubblico a confrontarsi con temi di intimità, corporeità e disagio sociale. L’azione, concepita per durare sei ore, fu interrotta anticipatamente dalla polizia. Nonostante ciò, l’opera segnò profondamente l’arte contemporanea, ridefinendo il ruolo dell’artista e la centralità dello spettatore. Abramović la definì una “porta vivente”, sostenendo l’inscindibile legame tra arte e presenza fisica dell’artista. Imponderabilia divenne simbolo di libertà espressiva e riflessione sul confine tra arte e vita.