“Quando potevo giravo con la Balilla del Resto del Carlino: i parafanghi bianchi, per via del coprifuoco, e le bombole del metano sul tetto. Mi sentivo un signore.
Mi mandavano in giro dove era successo qualche cosa: seguivo un funerale, andavo a fotografare un incidente, una cerimonia di quartiere, un poveraccio annegato nel Savena.
Facevo anche il “colore” che sono le foto di genere, di costume e, quando potevo, tra un servizio e l’altro, giravo la città e scattavo fotografie”.
Le foto del babbo
Galleria Modernissimo, dal 12 dicembre 2024 al 2 marzo 2025
Poco più di 200 fotografie per provare a raccontare quanto Nino Comaschi ci ha lasciato con il suo immenso archivio. Un archivio che raccoglie quarant’anni di lavoro come fotografo al Resto del Carlino, quarant’anni della storia di una città passata attraverso gli anni del fascismo, una guerra e la voglia di ricominciare e di ricostruire tutto da capo.
Poco più di 200 fotografie, sufficienti per comprendere la sua passione per il mestiere di fotografo, per cogliere il suo sguardo obliquo sui fatti che accadevano attorno e per capire il sarcasmo e il gusto con cui leggeva e fissava sulla pellicola quello che sapeva vedere.