Il 20 luglio 1935 ebbe luogo la prima applicazione pubblica del Sabato fascista, una pratica introdotta dal regime in quell’anno. Destinata principalmente ai dipendenti pubblici, ma anche a studenti e lavoratori, questa iniziativa prevedeva il raduno pomeridiano settimanale per attività ginnico-militari, addestramenti, lezioni di dottrina fascista e cerimonie collettive. L’intento era quello di forgiare cittadini “spiritualmente elevati” e disciplinati secondo il modello fascista. Il Sabato fascista divenne presto uno strumento per consolidare il controllo ideologico dello Stato sulla popolazione anche nel tempo libero. Nell’immagine del fotografo Nino Comaschi giovani studenti della Premilitare sfilano in piazza Carducci durante le esercitazioni del sabato.