Il 6 agosto, giorno dei funerali delle vittime della strage alla stazione, non fu possibile determinare quante persone vi fossero presenti; non ci si riusciva a muovere nelle piazze circostanti Piazza Maggiore e nelle strade che le collegano. Via Rizzoli era stracolma fino alle due torri, via Indipendenza piena fino all’incrocio con via Irnerio. Non tutte le vittime ebbero, però, il funerale di Stato: solo sette le bare presenti in chiesa in mezzo alle quali camminò il presidente della Repubblica Pertini, giunto insieme a Cossiga, presidente del Consiglio dei ministri. Fuori della chiesa, la gente in piazza iniziava già durante la messa a contestare le autorità. Solo Pertini e il sindaco di Bologna, Zangheri, ricevettero degli applausi. Dopo i funerali la necessità di testimoniare solidarietà alle vittime e indignazione verso una strage così efferata si concretizzò nell’allestimento, spontaneo, di quella che fu poi definita la rete del pianto: sulla recinzione posta in stazione a delimitare le macerie vennero portati fiori, striscioni, messaggi, poesie e lettere in cui alla pietà si accostava sempre la richiesta di giustizia e chiarezza.