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L’Archivio Storico del Comune di Bologna

L’Archivio Storico del Comune di Bologna

Il corpus fotografico dell’Archivio Storico del Comune di Bologna proviene dal Fondo Scuola Professionale Regina Margherita–Istituto Elisabetta Sirani conservato nel patrimonio documentario dell’ente. La serie della documentazione fotografica è strettamente correlata alle carte del Fondo e restituisce attraverso le immagini una narrazione che consente di ripercorrere la storia della Scuola sin dalle origini marcando, anche, i cambiamenti che nel tempo ne hanno scandito l’attività e le finalità.

Il corpus fotografico dell’Archivio Storico del Comune di Bologna proviene dal Fondo Scuola Professionale Regina Margherita–Istituto Elisabetta Sirani conservato nel patrimonio documentario dell’ente. La serie della documentazione fotografica è strettamente correlata alle carte del Fondo e restituisce attraverso le immagini una narrazione che consente di ripercorrere la storia della Scuola sin dalle origini marcando, anche, i cambiamenti che nel tempo ne hanno scandito l’attività e le finalità.
Nell’Italia post-unitaria la strada verso la democratizzazione e la modernizzazione del Paese passa attraverso le diverse iniziative intraprese dal governo, nell’ambito della Legge Casati, emanata il 13 novembre 1859 per il Regno di Sardegna e la Lombardia, e poi estesa al resto d’Italia, volte all’ampliamento del sistema scolastico e alla promozione dell’istruzione popolare. Parallelamente, iniziano a emergere le prime organizzazioni femministe che promuovono i diritti delle donne, l’accesso all’istruzione e all’uguaglianza di genere. L’istruzione gioca un ruolo fondamentale nell’emancipazione delle donne, poiché l’accesso all’istruzione formale fornisce loro maggiori opportunità di crescita personale e professionale.
A livello locale, la volontà di dare dignità alle lavoratrici orienta associazioni private ed enti pubblici a promuovere l’istituzione di scuole femminili che forniscano una preparazione ampia e professionale nei mestieri considerati per tradizione femminili come sarta, ricamatrice, merlettaia, ma con l’occhio anche alle nuove professioni che si aprivano per le donne nelle amministrazioni, come telegrafista e dattilografa. È così che a Bologna la Società Operaia Femminile elabora il progetto di costituire una scuola-officina, il cui intento è quello di autofinanziarsi con i proventi derivanti dalle attività svolte nei laboratori; ad essi si affianca anche un corso di cultura generale affinché le giovani ragazze acquisiscano una cultura sufficiente. Nasce a Bologna nel 1895, dunque, la prima Scuola Provinciale Femminile d’Arti e Mestieri con sede in via Benedetto XIV. L’anno successivo cambierà la denominazione in Istituto femminile d’arte e mestieri per mutare ancora, nel 1897, in Istituto Femminile d’Arte e Mestieri Regina Margherita, avendo ottenuto il patronato della Regina Margherita; e trasferisce la sede in via Cartolerie 5. Nel 1900 il Comune concede all’Istituto i locali dell’ex convento delle Grazie, sito in via Saragozza 8, che diventa la sede definitiva della scuola; ma è nel 1903 che il Comune di Bologna, risanando il dissesto finanziario della gestione economica privata e cooperativistica, assume su di sé la gestione finanziaria e amministrativa della formazione professionale delle donne mantenendola, e adattandola ai vari mutamenti sociali ed economici, sino alle fine degli anni ‘90 del Novecento.
Il complesso documentario si estende su un ampio spazio temporale: l’archivio cartaceo include gli anni 1902-1997 e consta di 317 buste, 203 registri, 10 mazzi, 59 cartelle. L’Archivio iconografico, invece, include gli anni dal 1896 al 1995 e consta di 23 scatole di fotografie che raccolgono circa 1300 scatti, 12 scatole di diapositive didattiche su vetro per la proiezione che raccolgono 925 unità, i negativi che ammontano a 241 unità e i provini che ammontano a 497 unità. Completano l’archivio 8 faldoni che conservano la serie, sebbene lacunosa, di tavole litografate con motivi decorativi. L’archivio iconografico, altresì, conserva una raccolta di microfilm. Va aggiunto il materiale riguardante la strumentazione didattica, consistente, nello specifico, in un episcopio e due proiettori.

Meritano di essere segnalate, infine, la cospicua raccolta di Diplomi originali non ritirati che include gli anni dal 1906 al 1970 oltre che la serie I Guerra Mondiale, ossia un piccolo nucleo documentario costituito da 3 cartelle che raccoglie principalmente cartoline postali che attestano l’intensa attività di aiuto promossa dalla Scuola nei confronti dei soldati coinvolti nel primo conflitto mondiale.

L’inventario e la scheda introduttiva sono a cura di Maria Maugeri (ASCBo).

Foto dall'Archivio: