Il 21 aprile

Rosa (1938)

Col babbo facemmo una corsa come dei matti. Da fuori Lame fino in centro via via sotto i portici, tra le macerie, cercando di non inciampare nei sassi e nei mattoni. Il babbo mi teneva per la mano e poi ogni tanto mi prendeva in braccio per far più svelto. C’era tanta gente e alla fine arrivammo in piazza e fin sotto alle torri dove passavano grandi camion con i soldati e le persone sopra. La gente applaudiva, alcuni lanciavano fiori, altri urlavano parole che non capivo Tutti ridevano ma una signora, con una foto stretta fra le mani piangeva e salutava tutti i soldati cercando di ridere. Mi ricordo questo.