“Gli americani. Belli, grandi, vittoriosi…ma rivedendo le mie foto penso che il senso di liberazione per la fine della dittatura, l’idea di giustizia e di rivalsa per tutto ciò che era passato la riassuma meglio di tutte questa immagine che andai a fare proprio la, al Littoriale. Dove era iniziata la mia carriera.
La soddisfazione non era nel vedere quel che mancava, ma nel notare quel poco che restava, quelle gambette ormai inutilmente in sella…
Rimase lì un pezzo il cavallo scosso. Forse come quel capo redattore avevano pensato…buttiamo il cavaliere, ma il cavallo teniamolo. Non si sa mai…
Alla fine lo tirarono giù per fonderlo e fare le statue dei partigiani di porta Lame.”
Nino Comaschi. Le foto del babbo.