Ci sono gli americani

Pucci R. (1931)

Alla fine andammo a stare in Via Altabella, davanti a via Fossalta. A casa nostra, in Via delle Rose, dal ’43 c’era il comando, l’avevamo dovuta lasciare agli ufficiali tedeschi e noi eravamo andati ad abitare in Via Altabella. Mia mamma però quasi tutti i giorni andava su a casa dagli ufficiali e chiedeva “Quand’è che andate via?”.

Quella mattina ero affacciata alla finestra e ho visto su Via Rizzoli un nero che veniva avanti col mitra e allora mi sono messa a gridare “ci sono gli americani…ci sono gli americani” allora siamo scesi tutti in strada e il babbo ha detto correte a prendere la casa veloci. Perché se tu non entravi in casa e ti entravano gli sfollati non li mandavi più via. Io e mio fratello partimmo di corsa in mezzo a tutta quella confusione e riuscimmo ad arrivare in tempo. Poi tornammo giù in piazza a festeggiare. Mi ricordo gli indiani che erano bellissimi, c’erano i carri armati e la gente ballava. La vita riprese subito. In maggio cominciai il liceo scientifico al Righi. Eravamo 56 in classe.