In piazza Santo Stefano

Antonio F. (1936)

C’era tanta gente in giro quella mattina. Sicuramente la voce si era sparsa, ma sai per noi avere un pallone, una giornata da star fuori, con tutte quelle che avevamo passato nascosti o chiusi in casa, era una festa e non pensavamo ad altro. Correvamo dietro alla palla in piazza Santo Stefano, eravamo un gruppo di ragazzini tutti di quei paraggi. Prima si sentì piano, lontano; poi via via diventò più forte. Un rombo sordo. Ci fermammo e qualcuno, istinto di guerra, guardò in aria a cercare gli aerei. Niente. Il primo carro armato comparve in fondo, dalla parte di San Giovanni in monte, davanti una jeep e dei soldati a piedi, poi arrivarono gli altri e già la gente gli correva incontro e applaudiva. Lasciammo la palla e andammo anche noi a salutar gli americani che erano arrivati.